Luke Skywalker: Maestro, spostare delle pietre è una cosa,
questo è del tutto diverso!
Yoda: No! Non diverso! Solo diverso in tua mente.
Devi disimparare ciò che hai imparato.
Luke Skywalker: D’accordo ci proverò…
Yoda: No! Provare no!
Fare o non fare, Non c’è provare!
Improvvisamente ti rendi conto che tutto quello che hai fatto fino a questo momento, almeno negli ultimi anni, non ti serve, anzi, devi cercare di buttarlo via. Cinque anni di teatro prevalentemente comico, al limite brillante ti si attaccano addosso come melassa. E’ durissima levarsi vizi e clichè, evitare di ammiccare, fare mezze smorfie, rimanere dentro (se stessi). Ti sembra di non usare nulla di quello che (pensi) di saper fare. Anche la voce ti sembra strozzata e fioca, anche se in realtà in quel momento stai facendo un terribile sforzo di concentrazione. Inizialmente gli esercizi di laboratorio sembravano una passeggiata; vado li’, faccio come al solito, faccio ridere e torno al mio posto soddisfatto. No, non è più così, ora gli esercizi sono esercizi e richiedono il giusto sforzo e la giusta tensione.
Per non parlare del fiato. Sempre fatto la diaframmatica (se non sapete come funziona la respirazione diaframmatica, trovate ottime info qui), poi scopri che a tenuta stai peggio di chi si fuma svariate sigarette al giorno. E allora rimettiti giù, alza e abbassa il diaframma, cerchi di fare gli esercizi, perchè alla fine, tutto quello che vuoi, tutto quello che cerchi, e lo sai bene, è stare su quelle maledettissime polverose assi, davanti ad almeno un paio di occhi, per regalargli qualcosa, un pezzo di te, un’emozione.
Per il proseguio del laboratorio, oltre ai testi già assegnati, bisogna portare altro. Anche il testo di una canzone, da recitare come fosse un monologo. Io ne ho una in mente da giorni.