Volevo scrivere una cosa sulla radio…

[Groucho mode ON] ma non c’è abbastanza spazio! [Groucho mode OFF] LA modalità estiva della radio (soprattutto il network RAI) era lasciare andare alla deriva gli ascoltatori, fra programmi inesistenti e palinsesto azzerato.  La nuova tendenza è invece quella di creare un palinsesto alternativo, che vada a riempire, in maniera analoga ma non troppo, gli slot lasciati vuoti dai programmi più famosi. In questa alternanza sbandiero tutto il mio amore (a livello di bromance) per Matteo Bordone, che accompagna il pomeriggio inoltrato fino a sera con DriveTime, in compagnia di Melissa Greta.

Sono stato un grandissimo fan di Condor, dove il duo Bordone-Sofri in un tempo brevissimo ti accompagnava fra diversi argomenti, tutti pregni di una ineguagliabile nerditudine (io stesso ancora uso i portafogli della Al-lett). Tutt’ora considero un vuoto incolmabile la fine di quel programma. Dopo tanto tempo però Bordone torna in un mix di “cazzi miei” + oggetti tech, notizie e serie televisive, senza però raggiungere l’overdose grazie agli interventi di alleggerimento di Melissa. Come in tutte le cose però il programma ha un lato negativo. Una cosa che davvero riesco poco poco a sopportare è una playlist heavy-rotation così fitta che spesso mi trovo ad inveire contro l’apparecchio. Davvero poco lo spazio lasciato alla voce, caro direttore artistico parecchio abbronzato. Non è questo il modello da seguire per una radio pubblica che deve distinguersi dal panorama piattissimo della radiofonia italiana.

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