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Zio David

Tempo fa, quando suonavo (preciso, quando suonavo tanto, sperando diventasse un mestiere) non esistevano ancora le “Tribute Band”, o almeno erano ancora relegate ad ambiti non italiani. Sostanzialmente c’erano cover band, che facevano solo canzoni non loro, e gruppi che suonavano musica originale, magari infilandoci qualche cover per fare contenti i gestori dei locali, preoccupati di vendere poche birre. Il nostro gruppo era in questa seconda categoria ma le nostre cover erano particolari e ricercate. Una era Heroes, suonata in maniera del tutto personale (la mia chitarra era addetta alla lunghissima nota che sottolinea quasi tutto il brano). Chi cantava era molto preso da Bowie, ma fortunatamente non siamo mai andati oltre al pezzo legato all’insegna rotante della Volkswagen in “I ragazzi dello Zoo di Berlino”.

Una sera parlando dopo un concerto (e parecchie birre) quello che è uscito fuori era che non avrei voluto David come padre, ma come zio. Quel tipo di zio che ti introduce alle cose proibite e a fare scemate la notte, che ti fa l’occhiolino mentre seduce l’ennesima ragazza/o e che ti copre alla tua prima cazzata (non pericolosa).

Posso dirlo? Io a zio David volevo molto bene.

 

P.s. Mi è tornato in mente guardando nel blog che tempo addietro per un progetto nel Web (Si si, quello fatto da quella degli zombie) ho rovinato proprio quella canzone. Non me ne vogliate troppo, zio mi avrebbe comunque perdonato.

 

Concerto finale Juniorchestra

Domani sera alle 19.00,  presso l’auditorium parco della musica a Roma, concerto finale  delle formazioni Kids e Teen della Juniorchestra dell’accademia S. Cecilia. il concerto si terrà nella sala S. Cecilia. Concerto allegro, ottimo se volete portare i bambini a vedere loro coetanei alle prese con strumenti di tutte le foggie e misure:

Ecco i programmi:

JUNIORCHESTRA KIDS

  • G. Haendel – Musica sull’acqua
  • Popolare – Orso ballerino
  • G. Verdi – Brindisi da La Traviata
  • Popolare – Yddish Chiribim
  • N. Piccinni – Contraddanza
  • G. Mainerio – Schiarazula Marazula
  • F. Churchill/L. Harline – Ehi oh!

JUNIORCHESTRA  TEEN

  • H. Purcell – Trumpet tune
  • G. Rossini – Sinfonia dall’opera “La Cenerentola”
  • G. Faure – Pavane
  • Popolare Scozzese – Giga
  • J. Williams – Suoniamo con Harry
  • Z. Abreu – Tico tico

Qui il link per i biglietti e ulteriori informazioni.

Buon Ascolto!

Side Projects

 

Oltre a questa cosa coperta di polvere ho un nanoblog (il famoso Bloggolo!) puramente fotografico. Si trova su Tumblr e lo potete raggiungere cliccando sul nome: Saturday Mornings at the Auditorium.

Racconta visivamente delle serate del venerdì (lo scorso anno) e delle attuali mattine del sabato presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, mentre facciamo gli autisti per un giovane musico. Non ho pretese di grande fotografo, ma qualche scatto significativo qua e la mi è uscito.

Che confusione, sarà che porto i baffi!

Leggo in giro, specie su Twmustacheitter, una gran confusione riguardo Novembre e le varie iniziative legate a baffi, barba e altro. Ovviamente parliamo di #movember e di tutto quello che gira intorno all’idea e della mancanza grossa di informazioni specialmente nel nostro paese.

Novembre non è il mese il cui ci si taglia la barba (poi perché, una tantum?) oppure la si lascia crescere. Nessuno, se non ottimamente motivato, deve rinunciare ai suoi amati peli facciali.

Movember è un mese di raccolta fondi, destinati per lo più alla ricerca sul cancro della prostata e in alcuni anni sulla depressione e la salute mentale dell’uomo. Come tutte le raccolte fondi anche questa ha il suo tormentone/simbolo, ma invece di usare coccarde colorate, pin da attaccare il bavero e similari chi decide di partecipare attivamente alla raccolta si fa crescere i baffi per tutto il mese di Novembre (ribattezzato appunto MO-Vember) unendo i Mo (Moustaches) al mese di Novembre.

Far crescere i baffi appunto come deve crescere la consapevolezza che la salute maschile passa dalla prevenzione e dal controllo, specie dopo i 40 anni. Infatti Movember è prettamente maschile (ed è credo l’unico periodo di pubblicità riguardo qualcosa che riguardi esclusivamente la salute dell’uomo). Alla fin fine il messaggio è uno solo, fai l’uomo (con i baffi) e vai a farti il controllo, perchè noi uomini, riguardo la nostra salute, con tutti i baffi, siamo delle gran mammolette. Parla dell’andrologo ad un uomo e lo vedrai scappare. Evitare questa fuga è uno dei compiti principali di chi si è attivato sul tema, spiegare dall’alto dei nostri baffi che ignorare non significa risolvere il problema, ma che la prevenzione e la consapevolezza può salvare un sacco di vite.

Se volete il mio profilo (da 5 anni) di movember è questo: http://mobro.co/Xabaras

Lasciare

Una serie di “avvenimenti” mi hanno portato a fare varie congetture sul lasciarmi una buona fetta di vita alle spalle e di trasferirmi altrove, in maniera abbastanza brutale e con un cambio di prospettive vero e forte. Oltre a le problematiche lavorative, ma il cambio era su quelle, sono poi venuti tutta una serie di riflessioni sul lasciare una città grande come Roma.

Roma ha una serie enorme di carenze, che lascerò fuori da questo post, ma ha al contempo alcuni angoli felici, alcune iniziative positive e funzionanti, alcuni impegni che poi, spostandomi/ci, potrei non ritrovare, potrei non riuscire a ricostruire, nelle forme e nei modi in cui mi sono tanto trovato bene qui. Mi sono accorto che nel peso dato alle varie cose (la casa, gli affetti, la logistica, la lingua ecc.) queste poche cose belle avevano un posto fra i primi e stranamente erano quelle che tendevano a farmi titubare di più. Ora il progetto è parzialmente rientrato (non del tutto e non nella mia testa), ma è strano come l’idea di lasciare qualcosa di tanto secondario potesse essere quasi più bloccante di quelle che in genere di considerano “priorità”.

Zheroes – Un nuovo progetto

zheroes“T’aa ricordi la Gianola?” “Quella degli zombie?” Abbravo, quella!” “che ha fatto mo’?” “È tornata con una cosa nuova” “Cos’è?”

Zheroes è un nuovo progetto letterario on line aperto a tutti (sempre che vi siano ancora superpoteri disponibili). Un gruppo di adolescenti vagamente sfigati (o anche no) che iniziano a scoprire il loro particolare superpotere. Ci sono poteri tipo “Controllare le erbacce a piccole porzioni” oppure “Levitazione (3 cm da fermo)” o ancora “far dire parole a caso”. Ogni partecipante (scrittore e al medesimo tempo protagonista) tiene un diario, in cui racconta frustazioni e piccoli incidenti di tutti i giorni. Il diario è una sorta di punizione o terapia, affidatagli dal professor Chon Zi, lo psicologo della scuola. Partecipate, o semplicemente leggete. Ci sono già un po’ di racconti, con stili diversi, decisamente godibili.

 

(P.s. ho partecipato anch’io, ma non scrivendo).

Il casinista

Ho rivoluzionato il blog, ma non ho pensato che tagliando via alcuni pezzi non più utili ho anche segato via parti che mi servivano. Speriamo di ritrovare tutto quello che ho sparpagliato (niente di che, qualche vecchio link che era presente a sinistra e il link al vecchio archivio (fra le parti meno visitate del blog stesso).

Una nuova ripartenza

Ogni tanto faccio ripartire il blog. Questa volta ho anche cambiato l’aspetto del blog stesso, approfittando dell’Internet Slowdown. La neutralità della rete è in pericolo e tutti noi dobbiamo fare qualcosa. Se volete saperne qualcosa di più vi consiglio di andare su http://NetNeutrality.com oppure https://www.battleforthenet.com/ . Il pericolo è quello di una rete a due corsie, quella dove se si vuole avere una velocità sufficiente per vedere video o aprire un plug – in o una webapp saremo costretti a pagare di più.

Tanti anni fa

20131025-113709.jpgTanti anni fa, durante una settimana bianca (forse ancor minorenne, cosa che allunga ancor di più la distanza nel tempo) venne il momento della terribile festa in maschera. Dotato di un gran bel nasone e trovata camicia bianca e gilet decisi, nella mia ingenuità, di vestirmi da Gaspare. Ma sfortunatamente non trovai nessuno a farmi da Zuzzurro. Nessuno voleva la responsabilità di quella brioche, quella da portare nella tasca. Non funzionò, ovvio.

Quando l’animatore dell’albergo, dopo il puttanone, un improbabile molleggiato e un vichingo senza baffi annunciò “ed ora Gaspare!!” la cosa rimase li, sospesa, senza risoluzione. Ero perfetto, gel, postura, tutto, ma era un no. Feci il mio giro in pista, dissi in paio di “Shabadan!!!” e uscii tristemente. Ora si può capire perfettamente il messaggio di Nino Formicola, quando dice che Zuzzurro e Gaspare non ci sono più. Punto. Non c’è Gaspare senza Zuzzurro, Non ci sono più due amici che sono stati capaci di riuscire a fare anche altro, fuori da un gilet ed un trench.

Strane cronache da uno strano Paese