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Fatta la storia

Potevo esimermi? No. Anche se negli ultimi tempi ho trascurato i post dedicati alla palla ovale, quello che è accaduto in campo a Firenze rientra, a livello sportivo, negli avvenimenti storici. L’ItalRugby (quanto non mi piace questa definizione), batte per la prima volta una delle Big Four, rappresentate da Nuova Zelanda, Australia, Inghilterra e Sud Africa. Il primo scoglio a cadere è stato appunto l’ultimo, non per secco demerito dei Wallabies (si dice in crisi, ma sono sempre giocatori di livello sublime), ma per un’Italia che non si è disunita, che ha tenuto la testa a posto anche nei 10 minuti in inferiorità numerica (i sudafricani hanno messo a segno solo tre punti in quel frangente). La rivoluzione di O’Shea riguarda, almeno a guardarla da fuori, proprio lo spirito, per costruire quel “Killer Instinct” che ci è sempre difettato, o che è apparso a sprazzi.

Qui il cartellino e di seguito una GIF che rappresenta pienamente il nuovo spirito della squadra, Venditti che va in meta, spostando di netto il suo avversario.

Una cosa da aggiungere. Se in futuro si vorrà allargare ancora di più la platea di appassionati, bisognerà iniziare a utilizzare impianti adeguati. Non è possibile vedere una sfida in un campo in cui l’area di meta è al limite della dimensione minima, come l’ultimo campetto spelacchiato in periferia. Trovo che sia arrivato il momento della nascita di una casa del Rugby, magari recuperando in maniera concreta il povero stadio Flaminio, che casa dell’ovale lo è in effetti stata, dall’ingresso alla consacrazione nel 6 Nazioni.

Attenzione, non è finita, è rimasto l’ultimo Test Match contro Tonga, forte fisicamente (quasi come i Neozelandesi) ma meno capace tecnicamente. Se O’Shea continua il suo lavoro, questa volta sarà la testa a fare la differenza.

Bollani in TV

Che la seconda serata (quasi terza) della RAI TV riservi spesso ottime sorprese non stupisce più. Ora c’è da vedere un programma con Bollani come mattatore. Un programma in cui la musica la fa da padrone e in cui l’eclettico pianista invita oltre ad alcuni ospiti italiani (possono piacere e non piacere), ottimi musicisti con cui si esibisce ed alcuni fanstasmagorici freak musicali al par suo. La puntata andata in onda Ier sera (e disponibile integralmente su RAI PLAY) aveva come ospite la Juniorchestra di Santa Cecilia, diretta da Simone Genuini, che ha da prima eseguito un movimento del concerto azzurro di Bollani stesso, e poi è stata ottimamente sfruttata per un momento esilarante insieme a Igudesman & Joo nel finale di trasmissione. Insomma, se ritenete che l’importante è avere un piano, questa trasmissione non potete proprio perdervela.

Torna #PappanoInWeb

Immagine banner di PappanoInWebQuesta sera alle 20.30 torna la formula dei concerti di Santa Cecilia in streaming sul web. Torna quindi #PappanoInWeb, che ha raggiunto una eccellente livello di qualità, coronato dalla ripresa della Nona di Beethoven al centrale del Tennis del foro italico la scorsa estate. Questo di seguito è il programma:  Alexander Lonquich e i Solisti di Santa Cecilia. Il tutto è visibile in streaming da qui:  pappanoinweb.telecomitalia.com

BBC Proms, cosa e perché

Se siete amanti (anche) della musica classica avrete sentito nominare più di qualche volta i Proms, organizzati nel periodo estivo (da fine Giugno a Settembre) dalla BBC. Sono una serie di concerti con grandi nomi internazionali (anche la nostra S. Cecilia si è esibita a Londra) e le orchestre nazionali della BBC stessa, più ospiti non propriamente della classica e giornate tematiche dedicate a vari argomenti. Rai Radio3 con il circuito Euroradio ha mandato in onda moltissimi appuntamenti.

Quest’anno i Proms sono usciti più volte dalla Royal Albert Hall, la loro casa per antonomasia, e si sono fatti vedere in giro per la città. Inoltre i 400 anni dalla morte di Shakespeare (#funeralParty) hanno dato un sacco di spunti per serate dedicate al bardo. Cosa hanno di particolare i Proms? Ad esempio la possibilità di accedere a prezzi bassi all’ascolto di ottime esecuzioni con gli standing tickets. Ovvero per 6£ è possibile prendere i posti in piedi nella platea o nella galleria che ha una acustica fantastica, spendendo ancora meno con gli stagionali o quelli per il finesettimana. Quest’anno Quincy Jones è stato il centro dei concerti non necessariamente classici, poi ci sono stati i 12 Violoncellos e per la gioia dei bambini il Prom di CBeebies. Proprio di quest’ultimo vi lascio il link diretto, con i bravissimi conduttori dei programmi per i bambini, compreso il fantastico Mr. Tumble, il giovane pubblico ha potuto ascoltare le sigle dei loro programmi preferiti, insieme a Beethoven, Prokofiev e Strauss, in una mattinata fantasmagorica (Da oggi ci sono ancora 28gg per ascoltarlo, dopo di che verrà cancellato dai podcast).

 

Zio David

Tempo fa, quando suonavo (preciso, quando suonavo tanto, sperando diventasse un mestiere) non esistevano ancora le “Tribute Band”, o almeno erano ancora relegate ad ambiti non italiani. Sostanzialmente c’erano cover band, che facevano solo canzoni non loro, e gruppi che suonavano musica originale, magari infilandoci qualche cover per fare contenti i gestori dei locali, preoccupati di vendere poche birre. Il nostro gruppo era in questa seconda categoria ma le nostre cover erano particolari e ricercate. Una era Heroes, suonata in maniera del tutto personale (la mia chitarra era addetta alla lunghissima nota che sottolinea quasi tutto il brano). Chi cantava era molto preso da Bowie, ma fortunatamente non siamo mai andati oltre al pezzo legato all’insegna rotante della Volkswagen in “I ragazzi dello Zoo di Berlino”.

Una sera parlando dopo un concerto (e parecchie birre) quello che è uscito fuori era che non avrei voluto David come padre, ma come zio. Quel tipo di zio che ti introduce alle cose proibite e a fare scemate la notte, che ti fa l’occhiolino mentre seduce l’ennesima ragazza/o e che ti copre alla tua prima cazzata (non pericolosa).

Posso dirlo? Io a zio David volevo molto bene.

 

P.s. Mi è tornato in mente guardando nel blog che tempo addietro per un progetto nel Web (Si si, quello fatto da quella degli zombie) ho rovinato proprio quella canzone. Non me ne vogliate troppo, zio mi avrebbe comunque perdonato.

 

Concerto finale Juniorchestra

Domani sera alle 19.00,  presso l’auditorium parco della musica a Roma, concerto finale  delle formazioni Kids e Teen della Juniorchestra dell’accademia S. Cecilia. il concerto si terrà nella sala S. Cecilia. Concerto allegro, ottimo se volete portare i bambini a vedere loro coetanei alle prese con strumenti di tutte le foggie e misure:

Ecco i programmi:

JUNIORCHESTRA KIDS

  • G. Haendel – Musica sull’acqua
  • Popolare – Orso ballerino
  • G. Verdi – Brindisi da La Traviata
  • Popolare – Yddish Chiribim
  • N. Piccinni – Contraddanza
  • G. Mainerio – Schiarazula Marazula
  • F. Churchill/L. Harline – Ehi oh!

JUNIORCHESTRA  TEEN

  • H. Purcell – Trumpet tune
  • G. Rossini – Sinfonia dall’opera “La Cenerentola”
  • G. Faure – Pavane
  • Popolare Scozzese – Giga
  • J. Williams – Suoniamo con Harry
  • Z. Abreu – Tico tico

Qui il link per i biglietti e ulteriori informazioni.

Buon Ascolto!

Side Projects

 

Oltre a questa cosa coperta di polvere ho un nanoblog (il famoso Bloggolo!) puramente fotografico. Si trova su Tumblr e lo potete raggiungere cliccando sul nome: Saturday Mornings at the Auditorium.

Racconta visivamente delle serate del venerdì (lo scorso anno) e delle attuali mattine del sabato presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, mentre facciamo gli autisti per un giovane musico. Non ho pretese di grande fotografo, ma qualche scatto significativo qua e la mi è uscito.

Che confusione, sarà che porto i baffi!

Leggo in giro, specie su Twmustacheitter, una gran confusione riguardo Novembre e le varie iniziative legate a baffi, barba e altro. Ovviamente parliamo di #movember e di tutto quello che gira intorno all’idea e della mancanza grossa di informazioni specialmente nel nostro paese.

Novembre non è il mese il cui ci si taglia la barba (poi perché, una tantum?) oppure la si lascia crescere. Nessuno, se non ottimamente motivato, deve rinunciare ai suoi amati peli facciali.

Movember è un mese di raccolta fondi, destinati per lo più alla ricerca sul cancro della prostata e in alcuni anni sulla depressione e la salute mentale dell’uomo. Come tutte le raccolte fondi anche questa ha il suo tormentone/simbolo, ma invece di usare coccarde colorate, pin da attaccare il bavero e similari chi decide di partecipare attivamente alla raccolta si fa crescere i baffi per tutto il mese di Novembre (ribattezzato appunto MO-Vember) unendo i Mo (Moustaches) al mese di Novembre.

Far crescere i baffi appunto come deve crescere la consapevolezza che la salute maschile passa dalla prevenzione e dal controllo, specie dopo i 40 anni. Infatti Movember è prettamente maschile (ed è credo l’unico periodo di pubblicità riguardo qualcosa che riguardi esclusivamente la salute dell’uomo). Alla fin fine il messaggio è uno solo, fai l’uomo (con i baffi) e vai a farti il controllo, perchè noi uomini, riguardo la nostra salute, con tutti i baffi, siamo delle gran mammolette. Parla dell’andrologo ad un uomo e lo vedrai scappare. Evitare questa fuga è uno dei compiti principali di chi si è attivato sul tema, spiegare dall’alto dei nostri baffi che ignorare non significa risolvere il problema, ma che la prevenzione e la consapevolezza può salvare un sacco di vite.

Se volete il mio profilo (da 5 anni) di movember è questo: http://mobro.co/Xabaras

Strane cronache da uno strano Paese