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Zheroes – Un nuovo progetto

zheroes“T’aa ricordi la Gianola?” “Quella degli zombie?” Abbravo, quella!” “che ha fatto mo’?” “È tornata con una cosa nuova” “Cos’è?”

Zheroes è un nuovo progetto letterario on line aperto a tutti (sempre che vi siano ancora superpoteri disponibili). Un gruppo di adolescenti vagamente sfigati (o anche no) che iniziano a scoprire il loro particolare superpotere. Ci sono poteri tipo “Controllare le erbacce a piccole porzioni” oppure “Levitazione (3 cm da fermo)” o ancora “far dire parole a caso”. Ogni partecipante (scrittore e al medesimo tempo protagonista) tiene un diario, in cui racconta frustazioni e piccoli incidenti di tutti i giorni. Il diario è una sorta di punizione o terapia, affidatagli dal professor Chon Zi, lo psicologo della scuola. Partecipate, o semplicemente leggete. Ci sono già un po’ di racconti, con stili diversi, decisamente godibili.

 

(P.s. ho partecipato anch’io, ma non scrivendo).

Il casinista

Ho rivoluzionato il blog, ma non ho pensato che tagliando via alcuni pezzi non più utili ho anche segato via parti che mi servivano. Speriamo di ritrovare tutto quello che ho sparpagliato (niente di che, qualche vecchio link che era presente a sinistra e il link al vecchio archivio (fra le parti meno visitate del blog stesso).

Una nuova ripartenza

Ogni tanto faccio ripartire il blog. Questa volta ho anche cambiato l’aspetto del blog stesso, approfittando dell’Internet Slowdown. La neutralità della rete è in pericolo e tutti noi dobbiamo fare qualcosa. Se volete saperne qualcosa di più vi consiglio di andare su http://NetNeutrality.com oppure https://www.battleforthenet.com/ . Il pericolo è quello di una rete a due corsie, quella dove se si vuole avere una velocità sufficiente per vedere video o aprire un plug – in o una webapp saremo costretti a pagare di più.

Tanti anni fa

20131025-113709.jpgTanti anni fa, durante una settimana bianca (forse ancor minorenne, cosa che allunga ancor di più la distanza nel tempo) venne il momento della terribile festa in maschera. Dotato di un gran bel nasone e trovata camicia bianca e gilet decisi, nella mia ingenuità, di vestirmi da Gaspare. Ma sfortunatamente non trovai nessuno a farmi da Zuzzurro. Nessuno voleva la responsabilità di quella brioche, quella da portare nella tasca. Non funzionò, ovvio.

Quando l’animatore dell’albergo, dopo il puttanone, un improbabile molleggiato e un vichingo senza baffi annunciò “ed ora Gaspare!!” la cosa rimase li, sospesa, senza risoluzione. Ero perfetto, gel, postura, tutto, ma era un no. Feci il mio giro in pista, dissi in paio di “Shabadan!!!” e uscii tristemente. Ora si può capire perfettamente il messaggio di Nino Formicola, quando dice che Zuzzurro e Gaspare non ci sono più. Punto. Non c’è Gaspare senza Zuzzurro, Non ci sono più due amici che sono stati capaci di riuscire a fare anche altro, fuori da un gilet ed un trench.

NOI non dovremmo viaggiare

Come non trovarmi daccordo con questo scritto di Antonio Menna. Ci sono stato anch’io a Stoccolma, per altro nell’unico giorno in cui ci sia un po’ di caos, Capodanno. Eppure nonostante la bolgia incredibile alla fermata del tram la loro civiltà ha ripeso il sopravvento, permettendomi di salire su un mezzo stracarico con il passeggino. Quello che volevo aggiungere al suo pensiero è che nessuna città, sia Palermo o Aosta, riescono a tenere il passo dei paesi scandinavi, per quanto riguarda la qualità della vita.

FIAT? No, grazie.

Ho avuto non molte auto nella mia carriera di automobilista. Ma nessuna FIAT. E dopo aver ascoltato la puntata di questa mattina di Caterpillar AM credo che nella mia famiglia difficilmente entrerà un auto di questo gruppo. Il caso Formiglio Vs FIAT da esattamente il polso di quello che è “l’orgoglio italiano” tanto strombazzato in spot retorici quanto inutili. Se davvero Marchionne è un manager in gamba come pensa di essere dovrebbe andare a prendere per il collo l’ufficio legale che si è occupato di questa cosa. Ma non lo farà, perché mettere paura ai giornalisti può essere utile. E pensare che in Canada e negli USA la comparazione con tanto di sberleffi fra prodotti è all’ordine del giorno.

Theimpossiblebreakfastreview /1

20111013-091911.jpgInauguriamo la rubrica delle recensioni di colazioni impossibili. Quelle che, per ovvi motivi, difficilmente farete. Quelle bloccate dietro un Badge, o così remote o lontane che impossibile andarci in tempi umani per la colazione.

Comincio io, presso il Blue bar dell’agenzia internazionale in cui mi trovo. Ci si può sedere comodamente a comodi tavoli, circondati da un delizioso cicaleggio internazionale, colazioni di lavoro, answer groups.

Il cappuccino è cappuccio romano tipico (non troppo caldo), il lievito piccolo (mela) buono e appena sfornato. Cacao self-service e sfottò calcistici on demand. Non occhiate troppo a lungo la biondona nel tavolo accanto o è harrasment.

Dopo vi potete recare su una delle due terrazze, o guardando le colline lontane o il centro cittadino, sentendovi, per qualche minuto, Nerone.

Questo è il primo post/segnalazione. Sentitevi liberi, mandatemi le vostre che le pubblichiamo qui. Enti, scuole, ospedali, ministeri. C’mon!

Avogadro it’s my co-pilot

Arriverò sicuramente buon ultimo, ma occorre comunque dare visibilità al caso Boiron-Samuele di B-log:0. In pratica la simpatica ditta che vende le famosissime caramelline di zucchero ha cercato di far bloccare il sito al provider di Samulele (a proposito Samuele, qual è il tuo?) il quale ha invece agito nella maniera corretta, permettendo la modifica ma senza far sparire neanche un secondo l’articolo in questione. Resta poi il discorso su quella che pare essere una pratica comune, quella della minaccia leguleia a post su internet. Risparmatemi poi, cari leguleji in ascolto, il solito discorso del “eh, ma così non si può fare, li ha diffamati”. Ho deciso, con atto altamente democratico, di cancellare tutti questi tipi di commenti. Così, perché i bizantinismi mi stanno fortemente antipatici.

Aggiungo una cosa. Chi come me ha fatto almeno un anno di chimica a scuola e ha fatto esercitazioni di analisi e attività di laboratorio è perfettamente “vaccinato” contro la storia delle diluizioni e della fialetta agitata. Che il becco Bunsen sia con voi!

Google+ visto da fuori

Non ho ricevuto in prima instanza e poi non l’ho neanche cercato, un invito a testare il terzo tentativo di social network di Google (precedenti erano Wave e Buzz). Io “vivo” e condivido la mia esperienza on line su FriendFeed, piccolo social molto flessibile con zero fronzoli, al quale appartengono un gran numero di invitati al test di G+. Sono un paio di giorni che vengono pubblicate molte schermate di “cancellazione” del profilo di G+. Magari il campione statistico è molto limitato, ma le premesse non sono buonissime (un clone di Facebook con alcune caratteristiche di Friendfeed e di Diaspora, ma con poca flessibilità riguardo l’identificazione on line). Vedremo se a Mountain View aggiusteranno il tiro o arriverà il quarto tentativo.