Una lista
The Black velvet Band
Finnegans Wake
Dirty Old Town
Whiskey in the Jar
The Wild Rover
Molly Malone
The Holy Ground
The Fields Of Athenry
Ecco, questo per cominciare.
The Black velvet Band
Finnegans Wake
Dirty Old Town
Whiskey in the Jar
The Wild Rover
Molly Malone
The Holy Ground
The Fields Of Athenry
Ecco, questo per cominciare.
[VecchiometallaromodeON]
Ora, non so se sono troppo invecchiato io, ma vedere la discografia degli Iron Maiden in vendita con Tv Sorrisi e Canzoni mi ha fatto un non so che di effetto.
[VecchiometallaromodeOFF]
Tanti anni fa, non ricordo quale televisione nazionale o locale mandava questi cartoon dei Beatles, con dentro le loro canzoni e conditi da avventure “nonsense”. Qualche testa matta di Comedy Central ha realizzato, partendo da quell’idea, questo cartoon dedicato agli immortali “Black Sabbath”. Sto ridendo come un matto da questa mattina.
Menzione a parte per il miglior dopofestival degli ultimi anni, quello con alla guida la salda mano di Elio e le storie tese, che ha donato al pubblico alcune delle parodizzazioni più esilaranti come questa:
e un finale di festival con Rossini (che secondo me si è divertito) e la sua cavatina de “Il barbiere di Siviglia”.
Per la serie “come ti salvo il festival”.
E’ passata quasi una settimana dalla fine di Sanremo, ma mi va di scrivere due cose. Premetto che ho al solito filtrato il festival tramite i Gialappi ed anche così l’ho seguito a mozzichi e a bocconi, però voglio fare un’analisi sul formato televisivo e un po’ sulla musica:
Baudo (il vecchio?) + Chiambretti (il nuovo?) – Ha funzionato bene, non ci sono state cose di cui vergognarsi, i tempi (diciamo) comici hanno avuto pochi buchi. Baudo che accetta di uscire sul palco dalla botola come Belfagor in apertura mi ha divertito. Baudo ha ammesso che il Sanremo elefantiaco (sua creatura) ha bisogno di essere scorciato, ma probabilmente non glielo permetteranno (sappiate che la cosa è fortissimamente voluta dall’amministrazione della città dei fiori).
Ospiti: Ci sono stati alti (Ben Harper) e bassi, buone le idee fuori dalle righe (vedi Mark Yu). Baudo si è quasi fatta passare la voglia di far parlare a tutti i costi gli ospiti musicali, il tormentone “Donna Rosa” dopo la terza volta ha sfrangato i maroni (ma si poteva sopportare).
Giurie di qualità: E’ passato l’otto (Tram della capitale noto per i suoi incidenti) e se li è portati via tutti. Inutili, stendiamo un velo pietoso.
Televoto: Abolitelo. Meglio la semplice giuria demoscopica.
Le bellone: Poco invadenti, costrette dagli autori a qualche siparietto comico. Meglio delle sfilatone di mezzora del passato (vedi edizione Bonolis).
La musica: e qui il discorso si fa complesso. Cosa si cerca da Sanremo? Un idea di musica italiana che rimane ancorata ad una pseudo-tradizione (e costringendo anche gli esordienti a fare lo stesso)? O un possibile evento per trovare nuove idee? Alla fine poca roba nuova, troppa roba vecchia (cosa diavolo lo riesumi a fare un Cutugno o un Little Tony?). Il terrore corre sul filo: Tricarico deve fare l’autore (qualche idea l’ha) e contemporaneamente andare in analisi, un Tenco basta e avanza (e gli manca la classe). La Bertè, pseudo disastro annunciato, ha ragione la Gialappa, fa la finta matta tanto la voce non va più. Classifica personale (ma senza ordine di arrivo): Gazzè, Frankie Hi Nrg (ma mi aspettavo altro), Cammariere (duetto con Gal Costa +10 sul mio personale cartellino), L’aura (duetto con Cristina Scabbia, fatto felice l’angoletto metallaro che è ancora in me). I vincitori: Spottone pubblicitario per il musical a venire, canzone d’amore che sembra uscire da un cartoon Disney. Non saranno i nuovi Jalisse dato il diverso ambito in cui operano. Caso Tatangelo: Dopo tutte le chiacchiere, le esternazioni e i fischi; la ragazza ha un solo problema, è simpa come un dito al culo. Zampaglione: L’otto (vedi sopra) nell’altra direzione.
Ho letto molto divertito il commento di Paolanna ad un post di circa un’anno fa, riguardante il concerto di Capodanno. Oltre a confermare quanto scrissi, aggiungo una cosa. Mi è capitato ieri di scendere dalla macchina dove stavo ascoltando su Radio3 il concerto da Vienna e di entrare in un locale con un televisore sintonizzato sul primo canale che trasmetteva il concerto da “La Fenice” di Venezia. Se il repertorio Viennese è “allo spumantino” (come diceva Vaime in radio qualche tempo fa, aggiungendo che però quello è il gusto che ci si aspetta il primo dell’anno), non vedo perchè quello del concerto “Italiano” non riesca ad allontanarsi, con un po’ di coraggio, da una compilation da cesto dei Cd in offerta da Autogrill.
Buon 2008.
…Per le artistiche generazioni a venire.
Luciano Pavarotti: 1935 – 2007
(ecco, è stato anche giovane e senza barba. A me piace ricordarlo anche così)
In questo momento su Radio3 il Peer Gynt di Grieg in diretta dall’auditorium. E’ stato il mio primo ascolto classico da bambino di cui ho ricordo. E ricordo che, come molti, mi commuovevo fino alle lacrime. Il concerto c’è anche domani, e la direzione di Ashkenazy vale un pensierino (alla faccia, fatemelo dire, di Lost).
Così di volata qualche cosa da fare vedere sentire a Roma questo finesettimana:
All’auditorium c’è Pappano con Beethoven, Paganini e Vacchi, poi anche i Lieder di Grieg. Sul versante musica Folk, jazz e varia c’è la rassegna”musica & musica” della scuola popolare di Testaccio.
Per il piacere degli occhi c’è Chagall al Vittoriano, e come non consigliarvi una visita alla galleria d’arte moderna, con ovvio sconfinamento a Villa Borghese?
Ovviamente anche appuntamenti ovali. per la serie A a Roma presso il Flaminio gioca l’ Unione Capitolina contro L’Aquila (la mia Rugby Roma gioca fuori casa a Benevento). Scegliete con calma e buon divertimento.