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Montalbano e la sindrome di Conan Doyle

E’ bastata una parola (fine) per scatenare i giornalisti parolai sulla presunta morte di Moltalbano. Con tanto di paralleli con la figura di Sherlock Holmes, che fu uccisa e poi frettolosamente resuscitata a furor di popolo dal suo autore.
C’è voluta una precisazione da parte di Camilleri (dall’ordinato Camilleri) per mettere in chiaro la cosa. Poi ci chiediamo perchè i libri di barzellette vendono bene in Italia.

The Simpsons

Mi piacciono abbastanza (anche se preferivo la versione caustica degli inizi), ma questo omaggio ai Simpsons fatto da SKY è davvero stupefacente. Anche in versione Uk la famiglia più strampalata del pianeta è davvero perfetta. Da notare nel filmato la precisione della scena della banda con Lisa e Crusty negli schermi delle televisioni nella via principale.

Come recensire…

Questa è una cosa che sui quotidiani italiani è rarissima o non esistente. La critica teatrale scevra da “mollichismi” o inutili marchette. La critica per indicare, senza impedire ad un eventuale spettatore di farsi una sua idea. Una critica che in Italia ho trovato solo sulle riviste specializzate (tipo “Sipario”).
Sul New York Times, con il titolo “Moliere reso contemporaneo, che lo voglia oppure no”, una critica alla versione “modernizzata” dell’Avaro della compagnia “Jean Cocteau repertory“.

Il Testimone

il testimone…Il testimone va lanciato verso il compagno, dopo aver preso contatto con lo sguardo, cercando di evitare di mettere in difficoltà l’altro. Va lanciato con una traiettora a parabola, dolce, per evitare che l’altro lo faccia cadere. Gambe rilassate, morbide, con le ginocchia un po’ piegate, pronte a scattare in avanti verso il testimone, se ci sono problemi. Va preso con una sola mano (quella che si vuole, si può anche alternare), respirando profondamente, senza perderlo d’occhio anche quando non si è direttamente coinvolti nel lancio.

Il lancio del testimone equivarrà, sul palco o scena che sia, al lancio della battuta.

Anticensura

Boicotta Smartfilter

Accolgo in pieno l’iniziativa anticensura di Boing Boing (qui nel web italiano l’ho vista da Gaspar), dopo aver letto il loro articolo in cui spiegano il perchè di questa iniziativa, ovvero come aggirare i dilaganti filtri censori su internet. L’articolo mi ha colpito specialmente in un passaggio:

Secure Computing offered us a devil’s bargain: if we’d change the URLs of images with “nudity” (which, they assured us, included photos of Michaelangelo’s David) to something they could detect and block, they’d let the rest of the world see us again. That guy in the UAE who was worried he’d be imprisoned for trying to read BoingBoing would be OK again.

Il grassetto l’ho aggiunto io. A dimostrazione di dove porta la voglia di fare affari, distorcendo anche la visione di “arte”, con il David di Michelangelo a fare lo spauracchio del perbenismo bigotto; ci fu anche una puntata particolarmente caustica dei Simpsons che ne parlava.

H2O

britaPer tutti quelli che da Bordone hanno detto che, ad esempio, usare la Brita è scocciante, che l’acqua del rubinetto ha un sapore che, insomma, è così così, ecc.. consiglio di andare a dare una occhiata a questa pagina, dal sito di Jacopo Fo, in cui viene presentato un apparecchio totalmente passivo (c’è anche la versione “debatterizzante”) che sostituisce egregiamente la brocca e permette di scordarsi le bottiglie. Io ho intenzione di prenderlo. C’è da dire che una soluzione simile si può trovare, magari girando un po’ per i reparti, anche in grandi centri di hobbistica (tipo i vari castorama, obi ecc…).
Versioni più costose (anche leggermente più ingombranti) permettono anche di avere la gassata in casa (per i vari addicted). Come al solito è una questione di scelta (e magari di portafoglio).

Grasso olimpico?

olimpiaSono finite ier sera le olimpiadi invernali in quel di Torino, con una cerimonia di chiusura in linea con la prima festa ma con la classica malinconia di fondo e l’aggiunta piccante. Le ho seguite poco e malamente e posso dire che quello che ho visto come cronache aveva ottime immagini (oggi credo sia difficile fare brutte riprese con i mezzi tecnici a disposizione) e commenti sui generis (il terribile vizio italico del bla-bla anzichè un vero commento tecnico), mentre per me dovrebbe sparire da qualsiasi palinsesto il salotto chiacchierifico e soporifero a tarda notte (credo, ma aspetto smentite, che sia solo della tv italiana) con gli ospiti (medagliati o meno), i bistecconi e tutti i contorni. Ci vorrebbe un bel ricambio generazionale, e a quelli capaci un bel corso di rieducazione, per evitare cose come quelle offerte in passato dal bisteccone medesimo, che porta agli urli e gli strepiti di Bragagna nella cronaca della 50 Km di fondo.
Da questa cosa fa partire il suo pezzo di critica televisiva anche Aldo Grasso ma, sarà una mia impressione, si perde nella seconda parte del pezzo e finisce con il criticare le critiche (ops!) fatte alla pressione televisiva sugli atleti impegnati in discipline definite solitarie. Se la cronaca fosse solo cronaca non esisterebbe il problema di una pressione mediatica “negativa”, ovvio che le attese possano essere molte, ma un conto è la pressione di partire favorito, un conto è una televisione (o radio, o giornale) che scrivono panegerici in grande anticipo e con richieste di dedica medaglie come se si fossero già vinte.

RadioRai Podcast

logo podcast raiDelle due l’una: o non sanno che cosa stanno facendo, o pensano che gli utenti più avvezzi alla tecnologia siano dei fessi a cui dare il contentino. Di cosa parlo? Della tecnologia del Podcast, applicato a RadioRai. Avete presente Itunes? Bene, in quel programma ci sono due sezioni che mi lasciano basito, una sono gli audiolibri, in cui c’è tutto (sia in sintesi sia completo), compresi i libri di fresca uscita, ma solo in inglese (nei paesi anglosassoni la sezione dei libri in cassetta e CD è presente in tutte le librerie) e poi la directory dei Podcast, in cui spiccano, che so, la BBC o la CBC o la WGBH di Boston. C’è anche la Rai (e credo anche altre emittenti). Principale differenza e che la BBC o le altre radio tengono un Podcast separato per programma, (che so, Today o Sportweeks per la BBC), mentre la RAI ha fatto un frullatone di tutti i programmi, in un unico Pod, per cui se ti iscrivi (cosa che uno vorrebbe fare per mantenere tutto aggiornato) ti devi scaricare tutto, da Radio Anch’io a Pronto salute, mentre magari uno è interessato solo a “il ruggito del coniglio” o magari a “la fabbrica di polli“. Inoltre l’aggiornamento e a singhiozzo, incostante, le trasmissioni vengono rimaneggiate (che senso ha levare la sigla finale di “Blackout” cantata da P.F. Poggi?) e a tutt’oggi, per fare un esempio, il ruggito è fermo al 20 e “Viva radio2” ha solo quattro puntate di sintesi. Così non va, si fa un pessimo servizio agli abbonati e a chi, magari per problemi tecnici di ricezione, vorrebbe abbonarsi al suo programma preferito per poterselo ascoltare con calma.
Il sistema è totalmente da rivedere.

William Bolcom – Song of innocence…

Copertina disco BolconQuesto è l’ultimo disco che ho acquistato nel versante classico, influenzato da una passione per William Blake che risale ai tempi musicali “attivi”.
Il disco è “William Bolcom – Songs of Innocence and of Experience (William Blake)”, coro e solisti dell’University of Michigan School of Music, con la direzione di Slatkin.
La vita e le opere di Blake mi avevano profondamente colpito. Poeta ed incisore era il perfetto stereotipo “romantico” a cui si rifaranno altri contemporanei e tempo dopo la ricerca del cupo nel versante dell’immaginifico “Dark”. Del disco ne avevo sentito delle parti tempo fa e trovandomelo davanti sullo schermo del computer non ho resistito e l’ho acquistato. Non sono un esperto del genere, tende a ricordarmi a volte la parte orchestrale che si trova su “Atom Heart Mother” (anche se siamo ad altri livelli e con altri stimoli). Ti trovi ad ascoltare cantanti che intonano spirituals o ninna nanne con un accompagnamento minimale che all’improvviso si apre per lasciare posto all’orchestra (con forte uso delle percussioni). Alcune parti “risuonano” in testa (come se fossero state già ascoltate) oltre a quelle che già conoscevo.
Se volete sapere qualcosa in più di Blake e della sua vita potete seguire questi link:

    In italiano su Wikipedia
    Una esauriente introduzione in inglese
    un fantastico archivio contentente sia le sue incisioni sia le poesie
    Una pagina per William Bolcom